"Una storia di bandiere nel vento", romanzo breve di Lucia Bossi



Una storia, per appassionare, non necessita di molte parole, di molteplici personaggi o di eventi eclatanti. Una storia per appassionare ha bisogno semplicemente di una scrittura sapiente, di personaggi in cui possiamo rispecchiarci, di sensazioni palpabili.

Una storia funziona quando le emozioni si protraggono oltre la parola “fine”, quando i protagonisti continuano a vivere nella mente del lettore, quando si ritrovano delle analogie con il nostro passato.

“Una storia di bandiere nel vento” narra la storia di un’amicizia, di un amore deludente e di uno spaccato di vita fatto di gioie, aspettative, amarezze e rassegnazioni.

Nulla sappiamo di Maddalena, la protagonista, negli anni della maturità. L’autrice non ci racconta il suo futuro: se si sia mai sposata, se abbia continuato a fare lo stesso lavoro di sempre o se abbia avuto figli. Non ci dice neppure se sia rimasta amica di Sara.

Non importa.

Ciò che conta veramente è sapere cosa sia accaduto nei suoi anni giovanili e quale sia stato il momento determinante rimasto impresso in tutta la sua esistenza.

Quel momento che l’ha cambiata, forse, per sempre.

Perché, come scrive:

“... le cose non capitano mai per caso. Le cose capitano perché siamo fatti per soffrire, illuderci, gioire, anche solo per un momento. Un momento così determinante che poi ci ricordiamo per tutta la vita.”

Un romanzo breve o racconto lungo - agli esperti la giusta collocazione – coinvolgente, da leggere e rileggere per catturare sfumature sempre diverse.

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