Non credo e non cedo ai complimenti


Non credo e non cedo ai complimenti. La piaggeria è un riflesso incondizionato nella persona ben educata.

E' facile dire "che brava" "sei grande" "fantastica!", senza però dare seguito a una concretezza semplice, ma efficace.

Di cosa parlo?

Di scrittura e di lettori.

Ho appena pubblicato un piccolo libro su Amazon KDP. Un piccolo progetto nato più dalla mia curiosità, che per effettiva esigenza.

Ho raccolto quattordici racconti e li ho inseriti in questa modestissima antologia. Se avessi potuto, l'avrei offerta gratuitamente, ma Amazon non me lo consente.

Quindi, dopo averli corretti, riveduti, raccolti, dopo aver scelto la copertina, scritto un'introduzione e una dedica li ho inseriti "all'esosa" cifra di 1,49 €. Poi ho permesso ai fruitori dell'abbonamento "unlimited" di scaricarlo e leggerlo senza sborsare nulla.

L'ho pubblicizzato, ho informato parenti, amici e conoscenti che mi hanno risposto con entusiasmo, felici di poter leggere nuovamente qualcosa di mio.

C'è chi mi ha scritto che era ora mi risvegliassi dal torpore letterario e c'è chi mi ha assicurato di avere già effettuato il download.

Di fronte a tali attestazioni di stima e di affetto mi aspettavo la vendita, e quindi la lettura, di almeno una decina di copie in una settimana.

Quindi è facile immaginare quanto sia stata grande la mia sorpresa nel leggere il resoconto che il colosso di Bezos mi ha restituito sulla dashboard relativa al mio lavoro.

Vendite totali: 1 copia

Letture da Unlimited: 9 pagine

Comprendo che la lettura sia faticosa. Comprendo, anche, che considerato il clima di austerity post-covid, le persone siano più inclini a risparmiare sacrificando tutto ciò che può apparire superfluo.

Comprendo tutto e avvallo ogni decisione.

Ciò che non accetto sono i complimenti sperticati di chi non si sforza minimamente di sapere come e cosa scrivo.

C'è chi si trincera dietro alla stupida motivazione che sono incapaci di utilizzare un'applicazione semplice e immediata come Kindle, scaricabile anche sul proprio cellulare.

Sono dei racconti brevi, leggibilissimi anche su smartphone. Non sto chiedendo di leggere "Guerra e pace" su uno schermo da cinque pollici.

Per un autore pubblicare è l'ultimo tassello di un lavoro lungo, complesso, laborioso, faticoso e doloroso. Se a non capirlo sono le persone a noi più vicine, come possono farlo degli estranei?

Continuerò a scrivere e continuerò a pubblicare perché è parte di me, ma stavolta risponderò ai complimenti, veri o falsi che siano, con un immodesto "grazie, so di aver scritto qualcosa di buono".


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