Indifesi


Ci sono persone che esasperano l’anima, la imbruttiscono, l’avvelenano.

E quando queste persone rivestono un ruolo determinante nella società il malanimo si fa più intenso, la rabbia rompe gli argini e si vorrebbe porre rimedio a una valanga di ingiustizie e pregiudizi, scatenati da chissà quali dicerie o convinzioni.

Si vorrebbe scavalcare le gerarchie e presentare le prove della loro inettitudine a chi potrebbe, anzi dovrebbe, porre equo rimedio.

Ma non si può, non si deve!

Le ritorsioni sono dietro l’angolo. Vendette piccole, forse inconsistenti, ma che porterebbero a una stupida faida senza risoluzione.

Rimaniamo buoni nei nostri confini a leccarci le ferite e riponendo la nostra illimitata fiducia in una giustizia superiore che, aneliamo, possa agire in breve tempo.

Poi attendiamo che il tempo possa rimarginare quegli strappi dell’anima e lo farà. Lentamente, ma lo farà.

Fra qualche anno ricorderemo l’evento con un po’ di rancore, ma sarà storia passata, forse come la persona che ci ha procurato tanto dolore.


(foto di Eleonora Kalinina da Pexels)




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