Il libro sul comodino: "Il ciclista di Chernobyl" di Sebastian Javier

Aggiornato il: apr 28


"Seguitemi, vi mostrerò un anticipo della fine del mondo"


Sembrerebbe un'espressione di qualche film adrenalinico dove il buono di turno elimina il malvagio a suon di cazzotti.

Invece è una delle frasi più significative e angoscianti del romanzo dello scrittore spagnolo Sebastian Javier Il ciclista di Chernobyl, liberamente ispirato alla vita del fisico nucleare Vasilij B. Nesterenko.


Nesterenko era Direttore dell'Istituto di Energia Nucleare all'Accademia Nazionale delle Scienze della Bielorussa.

Il 27 aprile 1986, giorno dopo l'esplosione del reattore di Chernobyl, salì su un elicottero con lo scopo di sorvolare la centrale nucleare e meglio comprendere la tragica situazione .


Fu lui a consigliare l'evacuazione della popolazione e l'immediata distribuzione di compresse di iodio ai bambini per tamponare i letali effetti delle radiazioni. E fu sempre lui a dare assistenza diretta dopo essersi reso conto che il governo sovietico tentava in tutti i modi di minimizzare o addirittura negare le devastanti conseguenze di tale catastrofe. L'impopolare iniziativa non soltanto lo porterà a perdere il posto di lavoro, ma a rischiare la vita: lo scienziato riuscirà a sopravvivere a ben due attentati orchestrati dal KGB.


Sebastian Javier, con stile personale e originale, rende omaggio a questo eroe di Chernobyl immaginando una fortuita e strana amicizia fra lo stesso Nesterenko e un professionista spagnolo in viaggio per affari in Francia. Lo spagnolo cercherà di proteggere la fuga del sovietico dai servizi segreti russi.


Ma "Il ciclista di Chernobyl" è anche e soprattutto la storia di Pripjat', la città costruita per ospitare per lo più i lavoratori della centrale atomica e distante dalla stessa soltanto 3 chilometri.


A Pripjat', chiamata "città fantasma", vivono oggi circa 400 persone tornate dopo il disastro e che continuano a cibarsi dei prodotti della terra altamente contaminati. Insieme a loro una fauna selvatica e pericolosa disabituata, ormai, alla presenza umana.

Il romanzo di Javier ha il notevole pregio di far riflettere sull'immane tragedia che ha sconvolto l'Europa intera e sulle ingiustificabili zone d'ombra proiettate da un governo omertoso, irresponsabile e incosciente.

Al tempo stesso celebra la figura di Nesterenko in modo sobrio, elegante e poetico con la consapevolezza di lasciare impressa nel lettore l'immagine di un eroe discreto ma determinato.


PER NON DIMENTICARE

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