Impressioni di viaggio: Parigi, rosa eterna

Aggiornato il: apr 28



"Molti vanno a Parigi e pochi ci sono stati".

Così scriveva il saggista illuminista del 1700 Francesco Algarotti durante il suo soggiorno nella capitale francese. E come dargli torto: Parigi non si visita, ma nel limite del possibile si vive.

Parigi è generosa, sorprendente e affascinante.

​Impossibile rimanere indifferenti alla vastità delle sue piazze, alla maestosità dei suoi edifici, all'austerità dei suoi monumenti.

Come non apprezzare la prospettiva dei suoi Champs Elysées e non affrontare con ammirazione il percorso che dal Louvre ci fa scoprire la Tuilleries e più giù fino alla grandiosa Place de La Concorde per poi terminare all'Etoile e al suo imponente Arco di Trionfo.

Come tentare di ignorare il fascino della Tour Eiffel e come rifiutare una scalata verso i suoi piani alti per poter ammirare in tutto il suo splendore la Ville Lumière.

Ma Parigi non è solo architettura.

Parigi è storia, arte musica.

Ovunque un evento, un momento da condividere e godere.

Parigi è "verde": i suoi immensi parchi impreziositi da fontane e fiori rappresentano oasi piacevoli per parigini e turisti.

Parigi è vivacità, eleganza e gentilezza.

Esisterà un'altra Parigi? Sicuramente come tutte le megalopoli anche Parigi avrà la sua "corte dei miracoli" .

Indifferenza, povertà e disperazione soggiorneranno nei sobborghi più poveri e reietti della capitale.

Anche Parigi avrà i suoi aguzzini, i suoi ladri e i suoi cattivi amministratori.

Anche a Parigi ci sarà chi faticherà ad arrivare a fine mese.

In fondo anch'io sono andata a Parigi senza esserci stata.

L'ho soltanto sfiorata. Ne ho colto l'essenza migliore. La parte più pura, gradevole e innocua.

La ricorderò, come sempre, splendida e perfetta: come una rosa eterna incapace di sfiorire.

Scusatemi per queste impressioni di viaggio zoppe, ma ero semplicemente in vacanza…



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