Come nasce una storia

Aggiornato il: apr 28



Un’idea all'improvviso.

Un flash che rischiara la mente nei momenti meno opportuni perché non hai nulla su cui scrivere e ti affidi alla memoria che, puntuale, tradisce.

Poi raggiungi il computer e cominci a battere i tasti freneticamente, per paura di perdere quella visione folgorante. Ma l’idea iniziale è quasi perduta.

Ora la storia muta, si evolve e spesso, cambia completamente strada.

A volte si perde e allora riprendi il controllo e la riporti sui suoi passi.

Ormai i personaggi, animati di vita propria, agiscono, parlano e si muovono in terreni che non pensavi di poter esplorare.

Rileggi, ma non ti convince.

Vorresti cancellare quella frase così ben costruita, ma non ne hai il coraggio. Allora la segreghi verso il fondo del foglio per poterla recuperare all'occorrenza.


Ti alzi, cammini in giro, ti rimetti al computer. Intanto la mente vaga, esplora, cerca nuovi sviluppi.

Un altro flash, ma questa volta, sei pronta.

Rifletti e torni a scrivere, più decisa di prima.


E le parole aumentano e con esse le pagine.

La storia non è più una neonata bisognosa di attenzioni. Ora è adulta e prima ancora di accorgertene, invecchia. E’ pronta a terminare la propria vita.


E tu, un po’ triste, un po’ soddisfatta, digiti la parole FINE.


(foto di Stuart Whitmore)


17 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti