Onde


Osservo le onde infrangersi sul muro della passeggiata.

Lascio che lo sciabordio silenzi ogni pensiero.

Lo sguardo si posa sulla penisola di Sirmione e lì rimane fino a quando un flutto alto e improvviso investe le mie gambe.

Rido, dapprima sommessamente poi in modo fragoroso. Ritrovo la mia risata infantile e la lascio risuonare in quello spazio circondato da monti e acqua.

Osservo la gonna e i miei sandali fradici. Il sole estivo me li asciugherà in poco tempo.

Rimango ferma in attesa del flutto seguente che, puntualmente, mi colpisce.

Stavolta non rido. La mia mente divaga e ritorna al passato.

Mi assale la malinconia.

Penso ai primi anni di scuola, ai compagni che mi tormentavano per motivi che fingevo di non conoscere, a sbiadite vacanze in località dozzinali, ai miei abiti riciclati.

Penso alla mia giovinezza vissuta nei canoni di un'educazione estrema e nell'ansia di essere giudicata.

Non riesco a ritrovare i momenti sereni, eppure so di averne vissuti tanti.

Cicatrici di una vita passata. Ferite rimarginate sempre in bella vista per non farmi dimenticare chi ero e chi sono ora.

Mi allontano quasi correndo lasciando i vecchi ricordi in balia della prossima onda.


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